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Strana storia ma fortunatamente a lieto fine quella della slitta per il trasporto del fieno rubata del deposito del Museo del Malcantone. Questo pomeriggio, una gentile signora che passeggiava nei boschi fra Pura e Ponte Tresa ha notato il singolare oggetto appoggiato ad un albero e, ricordatasi di quanto aveva visto sui social, ha segnalato la cosa all’autorità comunale. Avvertita la Polizia, che ha svolto i rilievi del caso, e gli operatori del Museo, il singolare oggetto è stato finalmente recuperato.

Come in un classico poliziesco, il clamore suscitato dal tam-tam lanciato dalla stampa scritta e online ha probabilmente reso scottante la refurtiva, come se si fosse trattato di un quadro troppo famoso per essere rivenduto. Meglio così. Non si tratta certo di un oggetto di particolare valore ma, in quanto proprietà di un museo, nel suo piccolo fa parte del patrimonio storico comune ed è triste pensare che qualcuno abbia tentato di farlo ridiventare privato.   

I responsabili del Museo del Malcantone hanno scoperto stamane uno strano furto nel loro deposito, avvenuto con sicurezza fra il 23 maggio e il 10 giugno. Oltre a due “gramole” e una “cavra” (strumenti per la lavorazione rispettivamente della canapa e del legno), è stata sottratta una grossa slitta (cm 200 x 80) per il trasporto invernale del fieno e del legname. La stessa ha una storia tutta sua: ricevuta in dono anni fa, si era in seguito appurato la sua origine leventinese e proprio in questi giorni era in programma la consegna ai colleghi del museo di Giornico, dove avrebbe trovato la sua sede naturale.

Il furto è avvenuto apparentemente senza scasso, come ha potuto appurare una pattuglia della polizia, ed è stato studiato con cura ed eseguito da più persone, in quanto al posto della pesante slitta che si trovava a tre metri d’altezza, è stato sistemato un oggetto analogo, originariamente posto su un altro scaffale.

Il Museo del Malcantone chiede gentilmente la collaborazione di tutti per potere ritrovare l’oggetto, preziosa testimonianza della vita ticinese di un tempo. Chi avesse informazioni utili è pregato di contattare lo 091 606 31 72 o scrivere una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I siti gestiti dall'Associazione Museo del Malcantone sono due: quello del museo del Malcantone (www.museodelmalcantone.ch) e quello del museo della pesca (www.museodellapesca.ch e www.laghettialpini.ch). Nel 2017 l'offerta virtuale ha suscitato il consueto interesse, pur registrando un sensibile calo nel numero di visitatori. La diminuzione è in realtà dovuta al passaggio ad un sistema di rilevamento più affidabile rispetto al precedente in cui non vengono più contabilizzate le visite ma i visitatori.

La Svizzera italiana dispone di un patrimonio insospettato e incredibile di memorie storiche di diversa natura, che attende solo di essere condiviso. Presentato oggi a Palazzo delle Orsoline di Bellinzona, il nuovo portale aperto a tutti e gratuito lanostraStoria.ch si prefigge proprio di facilitare questa condivisione.

Dal 1° giugno 2017 chiunque ha la possibilità di pubblicare su lanostraStoria.ch i propri ricordi e i propri documenti – audio, video, immagini e testi – ma anche di consultare liberamente quelli di altri utenti, siano essi privati cittadini, enti o istituzioni, attingendo così ai materiali di tutti per creare dossier tematici di proprio interesse. In questo modo lanostraStoria.ch offre a tutti la possibilità di contribuire attivamente al consolidamento della memoria storica collettiva legata alla Svizzera italiana. Ad oggi sul portale sono già presenti contenuti proposti da istituti pubblici e privati.

lanostraStoria.ch è un’iniziativa della Fondazione patrimonio culturale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, attiva a promuovere e sostenere la digitalizzazione e la valorizzazione del ricco patrimonio conservato negli archivi della RSI nel corso degli ultimi cent'anni. La collaborazione con RSI mira dunque a metterne in risalto i documenti multimediali, collocandoli in rete con materiali altrettanto unici provenienti dalle altre svariate fonti.

Nel progetto sono coinvolti in Ticino la Divisione della cultura e degli studi universitari del DECS, nel Canton Grigioni l’Ufficio della Cultura. Durante la conferenza stampa di presentazione hanno preso la parola, tra gli altri, il Consigliere di Stato e direttore del DECS Manuele Bertoli, il direttore della RSI Maurizio Canetta (anche presidente della Fondazione), la direttrice della Divisione della cultura e degli studi universitari Raffaella Castagnola, Marco Bertoli, a nome della Fondazione Patrimonio Culturale della RSI, e Mauro Ravarelli, responsabile editoriale del portale.

L’intero progetto prende spunto dal portale notreHistoire.ch, ideato nella Svizzera romanda nel 2009 su impulso della Fondation pour la sauvegarde du patrimoine audiovisuel de la Radio Télévision Suisse – FONSART. Sulla scia di quel successo, il promotore per la Svizzera italiana, la Fondazione patrimonio culturale della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, ha finanziato la realizzazione della piattaforma in lingua italiana che ora mette a disposizione di tutta la popolazione.

Bellinzona, 1° giugno 2017

Servizio RSI: http://www.rsi.ch/play/tv/popupvideoplayer?id=9191065&startTime=10.259

 

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