Toponimi e commerci legati a Lugano e ai suoi emigranti

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Nella Svizzera Italiana il fenomeno migratorio si manifesta in due ondate principali, la prima nel 1848, la seconda nel 1868. I fattori che determinano queste situazioni sono molteplici. Possiamo isolare due fenomeni che hanno contribuito in maniera importante ai due picchi: a metà Ottocento scoppia la corsa all’oro in California, dando origine ad un notevole flusso migratorio verso questa vasta regione da poco entrata nell’Unione (1850). L’aumento del flusso migratorio del 1868 può essere ricondotto alla grande inondazione che colpì il Cantone.

Quali erano le mete predilette? A partire dal 1870 la maggior parte degli emigranti Sopracenerini emigra negli Stati Uniti. La Val di Blenio è orientata alla migrazione stagionale in altre regioni svizzere o in altri paesi europei. Le destinazioni predilette dai residenti nel Sottoceneri sono l’America latina e l’Algeria. Ma quanti ticinesi presero la via verso altri paesi nella speranza di un lavoro e di una vita dignitosa? Tra il 1850 e il 1930 sono state registrate 30'000 partenze. Fino al 1947 risultano emigrati negli Stati Uniti 27 000 ticinesi, 5'000 verso l’Argentina.

L'emigrazione nel Ticino - Le responsabilità governative, di E. Zeli, Libera Stampa, 15 agosto 1913

Le ultime discussioni avvenute in Gran Consiglio, in materia finanziaria, richiamarono d'attualità lo studio del doloroso e complesso fenomeno migratorio della nostra popolazione migliore; fenomeno che costituisce ceramente la piaga più grande del nostro cantone.

La popolazione ticinese, asseriva colle cifre alla mano l'on. Gabuzzi, è in diminuzione, non per mancanza di nascite o per mortalità straordinarie, ma per il continuo e progrssivo aumento dell'emigrazione permanente.
A mille a mille, la nostra gioventù migliore abbandona ogni anno la valle nativa, la casetta paterna e magari i vecchi e cadenti genitori, che più non rivedrà, per correre verso l'ignoto, attratta da non sappiamo quale nefando incantesimo, col cuore pieno di speranze indefinite , di vaghe cupidigie, dell'ignoto e di strane felicità.

E mentre le tettoio ampie delle stazioni e le sale d'aspetto risuonano ancora dei singhiozzi, angosciosi, invano repressi, della turba dei parenti, scesi apposta fin dalle più remote vallate ad accompagnarlo, il giovine, emigrante, guarda trasognato tutto quel movimento, colla fantasia approfondata già in mille sogni stravaganti di novità, di felicità incomposte, di ricchezza sfondata. E il dolore dei parenti, e l'abbandono di essi e della patria non suscita in lui che uno strano sentimento di orgogliosa compassione, non della sua sorte disgraziata; ma di tutto ciò che resta.

Nella sua mente turbata dallo spasimo di mille smodati desideri ch'egli crede vicini a compiersi, egli non vede che meschinità e miseria in tutto ciò che lascia.

Il ritorno in Ticino ha permesso un notevole scambio, arricchimento culturale, economico e architettonico. Per chi non ha potuto o voluto tornare, il legame con le terre di origine resta comunque importante, tanto che sono numerose le testimonianze nella toponimia e nelle attività commerciali legate alle terre di origine.

Il Museo ha intrapreso una piccola ricerca empirica di città, strade, hotel, ristoranti e attività commerciali che hanno un legame con il Ticino, Lugano e il Malcantone. In futuro sarebbe interessante approfondire la natura e l’importanza di questo legame, studiarne le origini e magari estendere l’elenco delle attività correlate all’emigrazione del passato e del presente di ticinesi. Si tratta di un esercizio che inverte i ruoli in una società, la nostra, che oggi è confrontata al fenomeno inverso, l’immigrazione.

Nomi di luogo

Strade

Hotel

Ristoranti

Negozi e attività commerciali

Roland Hochstrasser

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