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Una capra del Malcantone allatta Gesù Bambino

Correvano tempi di carestia e nel Malcantone si soffriva la fame. In ogni paesello, volti pallidi ed emaciati, figure scarne e cadenti, uomini e donne ridotti a ombre di se stessi.

La Madonna con il Bambino accorse pietosa nell'alto Malcantone, dove più infieriva la miseria; accorse tra le mamme, delle quali

"negli occhi era ciascuna oscura e cava
pallida nella faccia, e tanto scema
che dall'ossa la pelle s'informava".

Ahimè! Dopo pochi giorni, anche Maria e il piccino languivan di fame. La divina madre era più che mai afflitta di non aver latte per il suo poppante, povero bocciolo privato della linfa vitale.

Un mite meriggio d'autunno, sopra Mugena, la Madonna, che riprendeva la via dei monti per risalire al cielo, sedette estenuata sur un masso sparso di coppelle.

A quale squallore erano ridotti la Madonna e il Bambino!

La ridente bellezza del paesaggio, vago delle più vivaci tinte ottobrili, faceva stridente contrasto con l'indicibile ambascia della madre e con il sommesso vagire del figliolo.

A un certo momento, nel faggeto circostante, echeggiarono ripetuti belati.

Ed ecco sopraggiungere una capra e dirigersi al luogo dove sembrava impietrato il dolore di Maria e di Cristo Bambino.

La bestiola s'appressò loro docile, in attitudine di farsi mungere. E la madre, raccolte le sue scarse forze, pose il pargoletto sotto la capra, accostò una poppa di questa alle labbrucce di lui, che succhiarono, succhiarono.

Ella già intravedeva nel suo pallidino un barlume di vita nuova e già le s'apriva in animo qualche spiraglio di sereno.

La capra di Mugena, novella Amaltea, salvò il predestinato redentore dell'umanità.

Il masso, al margine del viottolo che mena ai gradini del Tamaro, fu ed è tenuto in gran pregio dalle genti dell'alto Malcantone. Esso reca oltre le coppelle alcune grezze eppur significative impronte a ricordo della Madonna, del Bambino e della capra nutrice.

 

V. Chiesa, L'anima del villaggio, Gaggini, Lugano 1934


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